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Quattro tappe in cui uno dei fiori all’occhiello della rinascita lucana, il Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera, ha portato la sua musica nelle sale da concerto più prestigiose d’Europa fino a Salisburgo, la città di Mozart!

Per il progetto Duni Europa, prodotto con la Società Italiana della Musica da Camera, i musicisti del Duni hanno colto la sfida di rendere accessibile a tutti la musica da camera attraverso una serie di concerti internazionali inediti. Dopo il grande successo delle esibizioni del 30 aprile nell’Auditorium del Conservatorio di Matera, del 1 maggio nel comune di Ariano Irpino e del 3 maggio a Casale Monferrato nel suo meraviglioso teatro Municipale, l’orchestra si è esibita in uno dei templi mondiali della musica, il Mozarteum di Salisburgo. L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera, diretta da Francesco Di Mauro, è stata protagonista di un concerto aperto e chiuso da due composizioni di autori lucani contemporanei: Antonello Tosto e Damiano D’Ambrosio.

Al concerto hanno partecipato come solisti Aiman Mussakhajayeva al violino, Adolfo Alejo alla viola, Chungwha Lim soprano e il duo pianistico Sergio Marchegiani e Marco Schiavo. Nel programma anche il Concerto per due pianoforti e orchestra in mi bemolle maggiore (KV 365), l’aria dal Don Giovanni (“Mi tradì quell’alma ingrata”) e la Sinfonia concertante per violino e viola in mi bemolle maggiore (KV 364) di Mozart e due brani della tradizione coreana, Dumulmori Arirang (Arirang of Love) di Geung-Soo Yim, e di Mukungwha Arirang di Deok- Ki Chung. A Matera è dedicato l’omaggio del musicista poliedrico Antonello Tosto - autore di musica per vari organici, compresa la banda - alla città nella quale ha studiato e insegnato. Ne Il Canto dei Sassi Damiano D’Ambrosio, compositore lucano e docente in numerosi conservatori di musica, parte dallo studio delle radici del suo territorio, attraverso la musica. Il sottotitolo, “Cartoline sinfoniche da Matera”, è una suite per orchestra e voce recitante nella quale la ricerca si unisce alla tradizione popolare.

In questo contesto di ricerca etnografica che unisce i popoli attraverso la musica si inseriscono i due brani della tradizione coreana. L’Arirang, canzone popolare coreana, è stata infatti iscritta anche nella lista dell’Unesco.

Duni Europa è un incontro di tradizioni musicali e culture che ha trovato la sua espressione proprio nel cuore della città-simbolo della musica occidentale.

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Sale a 18 il numero di progetti di comunità che la commissione ha ritenuto idonei tra le proposte pensate dai cittadini per i cittadini e costruite grazie al supporto delle comunità che fanno rete e condividono risorse ed entusiasmo. Alcuni di questi progetti prevedono il loro sviluppo in più date: sono già 38 le giornate di eventi previste per i primi progetti.

Uno degli aspetti più interessanti dei progetti di comunità selezionati è la dimensione regionale degli output. Tali iniziative non solo vengono proposte da cittadini ed associazioni provenienti dai comuni di tutta la Basilicata, ma creano ponti tra luoghi e realtà distanti della Lucania. Dei 18 progetti avviati, 6 verranno realizzati nei comuni di Calciano, Genzano di Lucania, Miglionico, Montescaglioso, Noepoli e Pisticci, 2 sono stati pensati da realtà materane e saranno dislocati in giro per la regione tra Barile, Ferrandina, Lauria, Potenza e Rotondella e 2 sono proposte da realizzare a Matera ma arrivano da altri luoghi della Basilicata.

Già dal mese di aprile si sono messe in atto le prime connessioni e le reti che stanno animando tutta la regione. È questo il caso di Basilicata in… Cammino, progetto ideato dall’Associazione A.P.D. Il Carrubo in collaborazione con altre organizzazioni che, su tutto il territorio regionale, si occupano di diffondere la cultura del camminare e la scoperta dei territori. Attraverso il Trekking e il Nordic Walking queste associazioni propongono itinerari finalizzati alla scoperta del territorio con l’obiettivo di sollecitare uno scambio culturale e di mettere in rete i partecipanti di ogni comune della Basilicata, tracciando e delineando sentieri di conoscenza territoriali capaci di unire tra loro culture e tradizioni diverse. Il valore di questo progetto risiede soprattutto nel futuro di questi legami e nel disegno regionale che consente di rafforzare e diffondere una modalità di conoscenza che può appartenere a tutta la regione.

Di carattere meno regionale ma non meno diffuso è il progetto La Città incontra “Cristo si è Fermato a Eboli” di Carlo Levi proposto da un gruppo di soci dell’UNITEP (l’Università della Terza età e dell’Educazione Permanente) che ha deciso di portare in giro per i quartieri di Matera il testo che ha cambiato per sempre la storia di questa città chiedendo ospitalità ai cittadini che aprono le loro case, i loro giardini, i loro spazi di lavoro e di vita ai lettori e ai partecipanti. 6 le date previste di cui 3 ancora da realizzare, consultabili su Matera Events. I primi 3 incontri si sono tenuti a Casa Abiusi nel cuore dei Sassi, a Casa Francione nel borgo de La Martella e nel Centro Integrato Polivalente di Serra Rifusa e hanno visto la partecipazione di circa 200 persone. Tra i partecipanti anche molti cittadini temporanei che hanno goduto della rara possibilità di essere accolti nelle case dei materani e ascoltare le storie personali degli abitanti che ben si legano ai racconti del celebre romanzo di Carlo Levi.

Per celebrare la Giornata Mondiale del Libro, l’Associazione Alloper@ invece propone per il 28 aprile una giornata dedicata alla lettura, una vera e propria Festa del Libro per avidi lettori e appassionati che potranno giocare e condividere libri e pensieri. Il programma delle attività, che prevede anche tanti momenti dedicati ai più piccoli, ha alla base proprio lo scambio di libri (book-crossing) con una serie di dispositivi - vecchi televisori trasformati durante alcuni laboratori in Librovisori - che consentono di donare e ricevere libri.

Tutte le iniziative proposte nell’ambito dei Progetti di Comunità sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti e sono consultabili sulla piattaforma ufficiale di Matera 2019 www.materaevents.it  nella sezione dedicata ai Progetti di Comunità.

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Un rassegna di concerti, performance live e presentazioni di libri dedicati al cibo inteso non solo come alimento ma come strumento di socialità e di creatività, come valore essenziale per il benessere e l’economia di una comunità che può determinare equilibri ambientali e stimolare la responsabilità di una società. Edible Orchestra ha offerto un programma di attività innovative protese alla divulgazione di questi principi che, con il coinvolgimento di artisti italiani ed europei, ha visto la partecipazione attiva dei cittadini.

La scelta iniziale del luogo destinato agli appuntamenti della rassegna era il mercato ortofrutticolo, un luogo di incontro simbolo dell’aggregazione spontanea nel quale è possibile scegliere ed esprimere posizioni e che ben si prestava al messaggio da trasferire. Il clima non troppo favorevole non ha fermato le attività ma purtroppo ha fatto sì che venissero trasferite tra il vicino Community Center di Matera 2019 e l’auditorium Gervasio.

Il 9 e 10 aprile il food designer Nick Difino ha condotto con decine di abitanti culturali e cittadini temporanei i workshop preparatori alla performance del giovedì Les Tableaux Mangeants, installazione costituita da elementi commestibili dove il cibo trascende il piatto e diventa tavolozza di colori con cui sperimentare e sedurre. Tre giorni in cui si è passati dal racconto dei cibi del ricordo e della tradizione a una selezione condivisa dei piatti da cucinare, da una lezione di storia dell’arte per condividere le nozioni essenziali alla scelta delle pietanze che rispondessero al tempo stesso al sentimento e all’estetica dell’opera.

A precedere la perfomance dell’artista, la presentazione del libro di Federico Valicenti Dalla tavola lucana al paradiso, una lettura da far decantare come un buon vino. Lo chef lucano ci ha parlato del cibo come metafora della vita e della condivisione perché a tavola per comprendere l’essenza dei piatti bisogna avere buoni compagni.

Il 12 aprile si ripete il format presentazione/performance con il giornalista Stefano Liberti che nel pomeriggio ci ha trascinato nel mondo della grande distribuzione organizzata con il libro scritto insieme al collega Fabio Ciconte “Il grande carrello. Chi decide cosa mangiamo”. Alle 20 Daniele De Michele in arte Don Pasta ha presentato UNITED FOOD OF MATERA, una performance multimediale originale basata sulle testimonianze di otto cittadini materani e sulla loro relazione autentica con il cibo e la cucina seguita da un “Cooking dj set”: vinili e pentole, mixer e minipimer per un dj set speziato di sonorità del mondo intero, tra il funk, il reggae, il Sud America e la Londra meticcia. Una performance in cui ci si lascia andare all’emozione del cibo, ai suoi profumi, colori, le sue forme, i suoi aromi.

Nella serata conclusiva di sabato 13 spazio all’evento di punta del programma, il concerto della Vegetable Orchestra, un esperimento unico al mondo nel suo genere. La peculiarità dell’orchestra viennese è di esibirsi unicamente con strumenti musicali fabbricati con frutta e verdura fresche che per Matera 2019 sono stati realizzati insieme ai cittadini temporanei.

Aiutati da trapani, coltelli e giravite, i musicisti e i cittadini hanno trasformato le carote in flauti o in xilofoni, i porri in violini, i ravanelli in sassofoni. Per il concerto materano è stato utilizzato un ortaggio d’eccezione, il peperone crusco, servito per introdurre una originale versione de “Le sacre du printemps” di Stravinskij rinominata dall’orchestra “Le Massacre du printemps”.

I suoni prodotti dagli strumenti vegetali sono eterogenei e insoliti e creano un universo estremamente ricco di sonorità (per non parlare dei profumi che invadono l’ambiente) che non potrebbero essere raggiunti con strumenti tradizionali. E l’effetto è sorprendente fin dalle prime note.

Ecco un po’ di numer sulle verdure utilizzatei: 30 melanzane, 5 cetrioli, 3 kg di fagioli secchi, 170 carote di diverse dimensioni, 2 cavoli, 10 verze, 3 grandi zucche, 20 porri, 5 mazzetti di prezzemolo, 5 mazzi di cipollotti, 25 ravanelli bianchi, e ancora 3 mazzi di insalate, 8 sedani rapa, peperoni grandi gialli rossi e verdi, cipolle e patate e zucchine.

Al termine del concerto durato circa un’ora, pubblico in piedi e lunghi applausi non solo diretti alla Vegetable orchestra che da 20 anni si esibisce in tutto il mondo, ma anche e soprattutto al loro messaggio: i prodotti della natura sono indispensabili per la comunità e vanno difesi ad ogni costo.

Gli ortaggi sono stati offerti per l’occasione da Coldiretti Basilicata e, dopo la performance, sono stati donati a Don Angelo, parroco della Chiesa di San Rocco, per produrre un grande minestrone per i più poveri.

 

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Un’Opera lirica composta con la comunità, una storia collettiva scritta a 150 mani che parte da un’indagine: il silenzio che racconta una rottura fortissima nelle vite degli abitanti della città dei Sassi, un tempo così abitata e chiassosa. È questa Silent City, una narrazione che parte dalle persone i cui interlocutori privilegiati sono i bambini e gli anziani, generazioni silenti a cui l’opera dà voce insieme a compositori, musicisti, scrittori, cantanti, attori, educatori teatrali e artisti internazionali.

Il progetto è co-prodotto dalla Compagnia Teatrale l’Albero , collettivo artistico diretto da Alessandra Maltempo e Vania Cauzillo, che ha già sperimentato nuove forme di creazione artistica per i nuovi pubblici dell’Opera. L’innovazione di Silent City parte da una sfida: portare l’Opera dove non c’è tradizione d’Opera né un teatro lirico. L’idea è di ricreare la necessità di un genere, ritrovare l’appartenenza ad un linguaggio, quello del teatro in musica, che sembra oggi lontanissimo dalle persone.

La comunità diventa compositore e riscopre l’Opera come genere in cui esprimersi, in cui poter addirittura riconoscersi. Un esperimento unico in Italia di Community Opera che coinvolge attivamente le comunità informali che si riallacciano a partire dalla memoria storica dell’abitare antico dei Sassi di Matera.

Ogni fase di costruzione dell’Opera (la storia, la musica, il libretto, le scene, i costumi) è stata aperta alla comunità partendo dalle storie raccolte dal drammaturgo Andrea Ciommiento, creatore scenico e curatore di progetti d’arte relazionale, che ha incontrato a Matera, Potenza e Melfi decine di bambini, le loro famiglie, studenti, giovani professionisti e cittadini over 60. Partire dalla memoria comune per costruire una storia collettiva: tre ragazzi del presente che un giorno fuggono nella parte dimenticata della loro città, un luogo antico e roccioso dove incontreranno il bambino del silenzio.