FAI - Ponte tra culture: Patrimonio come infrastruttura di cittadinanza
Lo scorso 30 gennaio, la solennità del Salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile ha fatto da cornice al primo appuntamento pubblico del nostro anno da Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. L’incontro "FAI ponte tra culture", promosso in sinergia con la Presidenza Regionale FAI Basilicata, ha rappresentato la traduzione operativa di uno dei pilastri del nostro dossier: l'idea che il patrimonio culturale non sia un deposito inerte di memorie, ma un dispositivo attivo di coesione sociale e nuova cittadinanza.
Per comprendere la vocazione di Matera a divenire piattaforma di dialogo nel Mediterraneo, è necessario interrogare la morfologia stessa del territorio, che è al contempo geologia e destino.
Nel suo intervento, la Presidente Regionale FAI Basilicata, Rosalba Demetrio, ha restituito alla platea una lettura archetipica della città, descrivendola come un'entità viva, capace di contenere in sé gli opposti che caratterizzano l'identità mediterranea:
«Mathera è nata dalla roccia e dall’acqua. È forte e tenera, un po' lunare e un po' solare, mediterranea. Ama i contrasti, il buio della Terra profonda che l’ha generata e la luce del Cielo verso cui si protende. È stata amata, punita, salvata. Ma ancora ha voglia di vivere e tenere nel suo abbraccio il mondo come ha fatto in passato, come vorrebbe nel futuro. È madre che dolente vede partire i suoi figli. È donna che ancora potentemente seduce. È Mathera».
Questa "madre di pietra", abituata nei millenni a trasformare la scarsità in risorsa e le grotte in architetture di comunità, si offre oggi come spazio fisico e simbolico per un nuovo abbraccio al mondo.
Se l'identità storica fornisce le radici, è nella visione strategica che si disegna il futuro. Rita Orlando, la nostra direttrice generale, ha tracciato la linea che connette l'eredità culturale alla visione di "Terre Immerse": il dialogo interculturale non può risolversi in retorica, ma deve farsi infrastruttura delle relazioni.
Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 nasce dall’idea che il dialogo non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che attraversa i territori e le comunità. In questo senso, iniziative come FAI Ponte tra culture intercettano pienamente lo spirito del progetto, perché lavorano su un’idea di patrimonio che non riguarda solo i luoghi e i beni culturali, ma investe anche le persone, le storie, le competenze e le appartenenze che abitano la città.
Il valore del progetto "Ponte tra culture" risiede nella sua capacità di scardinare la fruizione passiva dei beni culturali. Attraverso la formazione di mediatori artistico-culturali di origine straniera, i luoghi della nostra storia vengono risemantizzati da sguardi nuovi. Il patrimonio diventa così terreno di incontro paritetico, dove chi è stato accolto diventa a sua volta narratore e custode della memoria collettiva.





