
Matera e Tétouan: il Mediterraneo, da vicino
Ci sono incontri che servono soprattutto a capirsi, anche quando si è lontani e ci si scopre meno distanti di quanto si pensasse.
Il primo incontro ufficiale tra Matera e Tétouan, svoltosi venerdì 12 e sabato 13 dicembre, è nato proprio da questa consapevolezza: cosa significa davvero essere Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo nel 2026?
A Tétouan, insieme alla delegazione del Comune di Matera, abbiamo vissuto due giornate intense, tra incontri istituzionali, visite e conversazioni che continuavano anche al di fuori degli spazi ufficiali. La Medina, la Kasbah, il sito archeologico di Tamouda, i musei: luoghi diversi, ma accomunati dalla stessa stratificazione storica e culturale, una storia che non resta ferma, ma continua a vivere e a trasformarsi nel presente.
È qui che Matera e Tétouan si sono forse riconosciute di più.
Due città diverse, accomunate da una lunga storia di attraversamenti, contaminazioni e relazioni tra culture e sponde diverse del Mediterraneo. Matera dalle terre interne, Tétouan con il mare a pochi passi e una vocazione storica di ponte tra mondi: due modi differenti di abitare lo stesso spazio culturale.
Durante la visita c’è stato spazio anche per il confronto con le istituzioni culturali italiane presenti in Marocco, come l’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, e con chi anima ogni giorno la scena culturale e creativa di Tétouan. Incontri concreti, utili a capire che tipo di percorso può nascere davvero da questo dialogo e quali relazioni possano svilupparsi nel tempo.
Per Matera, questo primo appuntamento segna una tappa importante nel cammino verso il 2026.
Non un conto alla rovescia verso un evento, ma l’inizio di un processo che richiede tempo, fiducia e relazioni costruite passo dopo passo. È questa l’idea che accompagna Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo: pensare il Mediterraneo non come una linea sulla mappa, ma come uno spazio umano da abitare insieme.





