Matera 2019

Programma

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Archivio degli archivi: un viaggio attraverso le collezioni della Basilicata

“L’archivio è sempre stato una promessa, e come ogni promessa, un simbolo d’avvenire.” Jacques Derrida, Mal d’archivio

I-DEA è uno dei due progetti pilastro di Matera 2019 ed esplora gli archivi e le collezioni della Basilicata da un punto di vista artistico. È un esperimento che vede gli archivi e le collezioni come degli organismi viventi attraverso i quali interpretare le complessità stratificate della storia di una regione.

Cinque artisti e designer la cui pratica trova i fondamenti nella ricerca sono stati invitati a curare cinque mostre consecutive utilizzando gli archivi come punto di partenza. Lavorando con una serie di materiali e documenti apparentemente sconnessi tra loro, gli artisti sono invitati ad immergersi negli archivi trasmettendo la loro interpretazione sotto forma di una mostra temporanea.

Il gruppo di ricerca del progetto ha costruito le fondamenta di I-DEA partendo da uno studio ed una mappatura degli archivi e collezioni presenti nella regione effettuato dall’Università della Basilicata. Nell’arco di diversi mesi, la squadra ha visitato decine di questi archivi e collezioni, da archivi pubblici a piccole collezioni private. L’obbiettivo di I-DEA è stato quello di mantenere un approccio inquisitivo rispetto alla nozione di archivio nel tempo e nello spazio.

Il progetto adotterà un sistema di accumulazione aggiungendo o rimuovendo i materiali d’archivio nello spazio espositivo. Ogni artista sarà infatti invitato a stravolgere, rielaborare e modificare l’allestimento dello spazio prodotto dai curatori precedenti. In questo modo, I-DEA diventerà una performance collettiva in flusso continuo. Lo spazio I-DEA sarà sempre aperto permettendo ai visitatori di assistere alla fase di allestimento di ogni mostra nonché fase di ricerca, elaborazione e selezione dei materiali d’archivio da parte dai curatori.

L’idea di accumulo di materiale si ispira all’immaginario dell'archivio come mutabile. Per questo, Open Design School ha disegnato un sistema di allestimenti aperto, modulare e movibile che possa portare umiltà, dubbio, curiosità e uno spirito anti-didattico nella curatela di collezioni e materiali d’archivio.

Lo spazio del progetto I-DEA evolverà nel corso del 2019 sotto forma di mostre, performances, laboratori, pubblicazioni e una piattaforma online in costante crescita.

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Un laboratorio internazionale al servizio della comunità e della scena creativa

Immaginate una via di mezzo tra la Silicon Valley e il Bauhaus. Il tutto a Casino Padula, nel Rione Le Piane, luogo periferico di Matera, simbolo di una forte intesa tra la cittadinanza e gli urbanisti che nel dopoguerra si sono trovati a ridisegnare la città.

Nel solco di questa tradizione, nasce Open Design School, da un’idea di Joseph Grima. Una fucina dove maestri e allievi del mondo possono incontrarsi e disegnare le forme essenziali per gli allestimenti di Matera 2019.

School perché è l’occasione per imparare punti di vista, mestieri, culture. L’apprendimento avviene tra pari. Una commissione costituisce di volta in volta una squadra formata da professionisti con le più disparate storie alle spalle: l’importante è che in ogni gruppo di lavoro ci siano un terzo di stranieri, un terzo di italiani, un terzo di materani.

Design perché “progettare” è la parola d’ordine del laboratorio. Le squadre inventano, prototipano e costruiscono soluzioni creative e tecnologiche da mettere a disposizione degli allestitori che cureranno le mostre di Matera Capitale Europea della Cultura.

Open perché ogni fase del lavoro coinvolge attivamente la cittadinanza e la chiama a partecipare.

Ogni due sabati la Scuola ospita un laboratorio aperto al pubblico, mentre il venerdì sera si alternano un dibattito e un momento in cui la squadra si racconta, chiedendo alla comunità di commentare il lavoro in corso. Per agosto 2019 è previsto un Summer Camp internazionale in tema di design e autocostruzione.

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«Noi siamo di razza divina e possediamo il potere di creare» scriveva in una lettera del 1888 un grande matematico, Richard Dedekind. Quel clima di generale ebbrezza ed euforia unito a un'audacia spirituale e intellettuale che solo il vertiginoso pensiero matematico può creare, è lo stesso che animerà Matera e Metaponto fra giugno e novembre 2019.

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Nel luglio del 1969 Neil Armstrong e Buzz Aldrin realizzarono una delle imprese più notevoli nella storia dell'umanità: l'atterraggio del modulo lunare dell'Apollo sulla superficie della Luna. Tutto il mondo tenne gli occhi incollati al televisore, le mani strette ai quotidiani, l’Apollo toccò il suolo che i poeti avevano sfiorato nei loro sogni più visionari.

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Meccanica quantistica e arte: un binomio da Nobel! In questo progetto, condotto dal Cern di Ginevra e dal Centro di Geodesia Spaziale, particelle sub-atomiche e musica elettronica si esibiranno in un giro di valzer in una produzione originale. Quantum Danza troverà nuove vie di connessione tra arte e scienza, prendendo spunto proprio dal principio alla base della meccanica quantistica: la capacità di disegnare la realtà in uno spazio che possa far convivere gli opposti.

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Onda è multidisciplinare: onde sonore, sismiche, elettromagnetiche. Onda è multiforma: onde armoniche, rotazionali, gravitazionali. Del fascino trasversale delle onde si era accorto già Pitagora, quando sosteneva che dall’osservazione di una sola vibrazione del monocorde si potessero scoprire gli aspetti microscopici della propagazione sonora e contemporaneamente studiare le leggi che regolano l’intero universo.

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Se la distanza si potesse misurare in differenze culturali, allora il Giappone sarebbe molto più vicino di quanto immaginiamo. Venere di Botticelli, Onda di Kanagawa, lasagne, sushi, pagode giapponesi, Sassi di Matera, sono solo alcune delle meraviglie create da queste due popolazioni.

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Lumen | Social Light è una luce che brilla su Matera, un modo per illuminare il passato e il futuro del Sud Italia. E non solo. Il progetto si divide in due movimenti, due gesti diversi per un unico grande riverbero di luce. Lumen riscopre l’antica tradizione delle luminarie, realizzate per l’occasione dalla comunità lucana e da alcune tra le più importanti aziende del settore presenti nel Sud Italia.

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La storia non è soltanto un insieme di date, ma un insieme di fatti, decisioni, memorie individuali e collettive, la successione di attimi ed eventi che ci porta fino al presente. E che troppo spesso mettiamo in discussione. Questa la base del progetto 19 scuole x 19 archivi, per cui ognuna delle 19 classi adotterà un archivio o una collezione. 

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La Basilicata? Un patrimonio di territori, di storia e di storie, che può essere bello e divertente… come un gioco! “Patrimonio in gioco” nasce infatti dall’idea di poter far conoscere e apprezzare il bagaglio artistico e culturale della Basilicata ai bambini, nel nome della creatività. Il progetto sarà rivolto a 60 classi in tutta la regione, tra Scuole Primarie e Secondarie di I grado, e sarà un modo per far sperimentare ai ragazzi un approccio ai beni culturali e alle bellezze lucane in modo più nuovo e più libero.

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Immaginate un’orchestra sinfonica composta da centinaia di elementi: i falchi grillai, il tufo bianco, i mulinelli della Gravina, i pendii della Murgia, le distese di malva selvatica. Il racconto di Matera attraverso la scrittura musicale dell’acustica dei luoghi.

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Costruito grazie al contributo della comunità locale, il progetto esplora le radici della musica come fenomeno di produzione collettiva. Open Sound Festival presenta due sezioni, entrambe animate da attività di ricerca e performative: URLA e O.S.A.

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Per trovare una nuova intonazione, è necessario ripartire dai silenzi. È questo il proposito di IN ViTRØ ~ Artificial sønificatiøn, un progetto di sound art che vuole indagare il rapporto tra suono e silenzio ascoltando la voce di Matera: tra le strade e nelle piazze, fino a intrufolarsi nei vicoli e nelle grotte. Esposizioni, installazioni, performance, residenze, laboratori e workshop si armonizzeranno sotto la direzione di prestigiosi partner nazionali e internazionali e giovani artisti.

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Che voce hanno le stelle di Matera? A rispondere alla domanda interverranno tre compositori d’eccellenza, Georg Friedrich Haas, Nicola Campogrande e Damiano D'Ambrosio, chiamati a comporre tre opere che saranno eseguite in prima assoluta, ispirate e create in un processo di co-creazione sperimentale, durante una serie di residenze artistiche che si sono tenute a Matera tra il 2018 e il 2019.

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Se il concetto da cui partire per rinnovare l’opera lirica fosse il silenzio? Arrivando a Matera si coglie forte la sensazione di contrasto. È una città fatta di contrapposizioni: il Piano e i Sassi, la vergogna e l’orgoglio, la pietra e il cemento, il rumore e il silenzio. Il quartiere dei Sassi, in particolare, custodisce la memoria dei cambiamenti.

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Il vicinato, la comunità, i modelli socio-culturali sono un gioco (di ruolo). Matera 2019 ospiterà un L.A.R.P. (live action role playing) e diversi urban games in un contesto artistico e creativo dedicato all’importanza del coinvolgimento e della valorizzazione del capitale sociale.

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Matera è l’unico posto in cui i sassi sono anche quartieri. Da adesso saranno anche musica, senza tempo. Un viaggio per riscoprire la musica popolare lucana e riportarla nel 2019. Verranno tracciati sulla mappa della città i luoghi in cui più si respira la tradizione secolare e, tramite un bando internazionale, verranno commissionate a giovani talenti 5 opere musicali contemporanee e strumentali, che riprendano e rinnovino il repertorio musicale popolare della Basilicata.

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A volte serve più di uno sguardo a collegare terra e cielo. In natura esiste un esempio sontuoso, quasi magico che ci racconta come sia possibile abitare lo spazio che intercorre tra il suolo e ciò che da esso si prolunga verso l‘alto, sia esso un albero, una pianta, un fiore o qualsiasi costruzione: la tela di un ragno.

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Potrebbe sembrare l’inizio di una favola ambientata in un paese lontano, ma non è altro che ciò che accadrà davvero, a Pisticci, nel 2019. Essenza sarà un luogo, una casa, in cui i visitatori potranno immergersi in un percorso sensoriale dedicato al mondo di Amaro Lucano, Essential Partner di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

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Matera European Photography / Visions from Europe, progetto internazionale promosso da Matera European Photography, Matera Diffusa insieme a Canon Europe e alla Fondazione Matera-Basilicata 2019, unisce alla conoscenza e alla diffusione iconografica dei nostri luoghi, una visione originale e contemporanea di Matera e della Basilicata attraverso lo sguardo di giovani studenti europei di fotografia e dei loro insegnanti.

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Landscape for Culture, art and research in Europe. Un laboratorio per rimodulare lo scenario, un linguaggio nuovo per renderlo immortale. Il comune di Craco chiama a raccolta artisti, ingegneri e designer per raccontare i colori, i suoni, le forme del paesaggio lucano. L’idea è bandire un concorso per selezionare cinque professionisti che in tre giorni di immersione e di soggiorno mappano il territorio. Dopo averlo studiato, i cinque hanno il compito di trasformare la visione in una rappresentazione virtuale a cavallo tra arte e architettura.

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Viaggio tra storia e leggenda nel Mediterraneo. L’itinerario nella Magna Grecia Lucana. Alla ricerca di Pitagora. Un viaggio lungo tutta la Basilicata. Pisticci, l’antica Heraclea, Metaponto: sono molti i paesi lucani attraversati dall’Illuminato di Sarno dopo la sua cacciata da Crotone. Un cammino ripercorso da “Pitagora Rewind”, un evento itinerante per omaggiare il grande filosofo. Pisticci, tappa di partenza, sarà animata dal festival “Come le Lucciole - Festival delle arti per la rigenerazione urbana”, che metterà in relazione le diverse emanazioni e linguaggi dell’arte contemporanea per illuminare Pisticci e valorizzare il suo patrimonio architettonico e culturale. Con un occhio particolare alle “casedde” vuote del centro storico, che richiamano il pensiero Pitagorico e un’architettura spontanea ed armonica.

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Cosa hanno in comune l’acqua e la musica?

Lo si potrà indagare, una percezione dopo l’altra, nel progetto “Aqua”. Saranno le onde sonore, in primo luogo, e poi le onde dell’acqua a introdurre il pubblico in un percorso ricco di colori, immagini, sensazioni. Nelle ore pomeridiane, col sole a illuminare la cresta dell’acqua, ci si farà trasportare dal fiume alla scoperta del paesaggio di Savoia, per seguire il suo scorrere attraverso il Bosco di Luceto, fino alle sei Cascate del Tuorno. La gita sarà ricca di sorprese e suggestioni (ad esempio, alcuni tratti di cammino si potranno percorrere a bordo di un carro trainato da buoi). Lungo la via delle Cascate si potranno ammirare le fantastiche installazioni sonore d’acqua, con strumenti musicali che si animeranno al passaggio e delizieranno gli avventori con le loro onde.

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Cersosimo è un piccolo paese, ma anche un'antica città.

Com'è possibile? Lo si scopre puntando lo sguardo verso l’alto, fin sopra la collina chiamata Castello, e poi spostandolo rapidamente in basso, attraverso gli strati di terra, molto più in profondità di quanto l’occhio umano possa arrivare. Questo è il segreto di Cersosimo: sepolta in profondità c’è una città antichissima, di cui affiorano qua e là resti monumentali, che studiosi e archeologi non sono ancora riusciti a riportare interamente alla luce. Dunque, Cersosimo custodisce uno straordinario tesoro archeologico che può solo essere immaginato, ancora tutto da scoprire e da svelare.

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Creare a Tricarico una comunità di intenti, di passioni, di impegno civile. Nel ricordo di Rocco Scotellaro, che di Tricarico fu sindaco e illustre cittadino. Il Rocco Scotellaro Lucania Fest #ed. 2019 vuole istituire una Community Play, ossia una nuova comunità, internazionale, aperta al futuro ma consapevole delle tradizioni, rivolta a tutti.

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A Francavilla in Sinni si porta sul palcoscenico La Notte di Franco, uno show ispirato alle vicende di un cittadino del passato, il brigante risorgimentale Antonio Franco.

Uno spettacolo stabile e itinerante al tempo stesso, una serie di quadretti animati con una drammaturgia autonoma, il coinvolgimento del centro disabili “Don Pino Terracina” e un grandioso percorso per accompagnare i visitatori in un grande corteo fin sulla scena, con musiche, artisti di strada e installazioni video.

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Le nonne di Maratea erano multitasking: sapevano intrecciare fili d’erba sottili per renderli corde resistenti, e nel frattempo chiacchieravano, si raccontavano storie, condividevano saperi.

La lavorazione dei libbani, le corde vegetali prodotte dalle donne di Maratea fino alla fine degli anni ’70, era infatti un’occasione di incontro e di scambio. Sarà una comunità temporanea formata da cittadini e visitatori a rievocare questa antica tradizione, ripercorrendo ogni fase della lavorazione.

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“E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Anzi, ancora di più. Perché Anzi, cittadina in provincia di Potenza, si distingue per un Planetario Osservatorio Astronomico che è tra i più importanti d’Italia, e per un cielo buio rimasto pressoché intatto nel tempo, una rarità al giorno d’oggi: due caratteristiche davvero stellari per poter godere al meglio la bellezza eterna dell’universo.

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Al contrario di quanto sostiene l’ultimo film vincitore agli Oscar, l’acqua non ha forma.

In quanto liquido, l’acqua cambia e si adatta a seconda di ciò che la contiene o la avvolge, ed è questa sua natura fluida a permetterle di scorrere lungo percorsi naturali, di infiltrarsi nelle fessure più piccole o di essere manipolata dall’uomo. Ogni volta che l’acqua cambia, il paesaggio si trasforma con lei, indossando un abito nuovo.

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Dalla scaletta dell’Apollo 11 al suolo color fumo: il passo più grande compie 50 anni!

Era precisamente il 12 luglio 1969 quando tre astronauti americani firmarono una delle pagine più luminose della storia. E adesso, in occasione dell’iniziativa “Matera 2019 Capitale per un giorno”, 50 anni dopo, il comune di Sasso di Castalda vuole festeggiare attraverso la celebrazione di uno dei grandi protagonisti dell’avventura lunare: Rocco Petrone. Si tratta del direttore del lancio dell’Apollo 11, cresciuto nella Little Italy newyorkese da mamma Teresa e papà Antonio, originari proprio di Sasso di Castalda.

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Immaginate che per qualche tempo il castello di Pirro del Balzo, i palazzi signorili di piazza Orazio, piazza Municipio con la sua maestosa cattedrale, L’Incompiuta, il sito ebraico delle catacombe e il sito paleolitico diventino enormi tele d’autore, schermi sconfinati in cui passano figure grandiose e sognanti dedicate ai passanti. Intanto l’orchestra suona una musica, un racconto sonoro che accosta voci narranti e brani muti. È un meraviglioso affresco storico partecipato, dove ogni pezzo, – le pietre inanimate custodi del tempo quanto i cittadini in carne ed ossa – fa la sua parte.

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Natura Cultura Scienza e Tecnologia fra Futuro e Remoto. Quest’anno in Basilicata tutti i paesi potranno diventare protagonisti della cultura, grazie all’iniziativa “Matera 2019 capitale per un giorno”. Lo scopo del progetto è dunque quello di creare una rete che favorisca il dialogo tra i comuni che parteciperanno all’iniziativa, una piattaforma digitale dove mettere in circolo idee e condividere progetti.

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C’è una figura, a Sant’Angelo Le Fratte, capace di unire Fede e Scienza. Il progetto, seguendo le sue orme, proverà ad allacciare il Passato al Presente tra le vie del paese. Si tratta di Juan Caramuel y Lobkowitz, vescovo e matematico che viaggiò per tutt’Europa lasciando una traccia indelebile anche in Basilicata. Figura emblematica del XVII secolo, è tutt’oggi il personaggio simbolo del comune, con tanto di murales che raccontano la sua vita tra le strade del centro.

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Prima che gli smartphone rendessero possibile una documentazione costante e in tempo reale della nostra vita, farsi fotografare era un atto che richiedeva tempo e cura, un evento raro, a volte unico, che spingeva le famiglie a indossare i loro abiti migliori per posare composti davanti all’occhio del fotografo. Vestirsi a festa diventava un gesto dalla forte carica simbolica, espressione del desiderio di presentarsi nel miglior modo possibile.

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Se c’è una cosa che caratterizza ogni essere umano è l’istinto di narrare. Ci nutriamo di pane e di storie, e con queste plasmiamo la nostra esistenza.

Storie che saranno protagoniste nel percorso “Paesaggio, identità e percorsi”, organizzato dalla città di Avigliano. La prima fase coinvolgerà le scuole, le associazioni e l’intera comunità, chiamate a rispondere su cosa vuol dire identità e come possiamo recuperarla.

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Si dice che dietro a un grande uomo ci sia sempre una grande donna.

Non sappiamo se sia vero in tutti i casi, ma di sicuro vale per Pitagora: sua moglie, Theanò, fu la prima matematica della storia. La leggenda narra che alla morte del marito la donna si mise alla guida della scuola che lui aveva fondato e, nell’area montana che oggi fa parte del Parco Nazionale del Pollino, stabilì la sede estiva della Scuola Pitagorica di Metaponto.

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Condividere informazioni fra reti pubbliche e private, fare acquisti e investimenti in modo sicuro e senza intermediari, tutelare la riservatezza dei dati, impedire la contraffazione.

La blockchain, una nuova tecnologia inizialmente collegata ai bitcoin e alle transazioni in valuta digitale, diventerà nel prossimo futuro un sistema diffuso, applicabile a moltissimi settori, e destinato a cambiare il concetto di rete, di accesso alle informazioni e sicurezza informatica?

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Chi dice che non si può viaggiare nel tempo non è mai stato al castello di Moliterno.

Pensate a cosa potrebbe succedere unendo il Medioevo e le nuove tecnologie: vedere le stanze originali di un castello grazie a un’immagine ricostruita in 3D, inquadrare un QR code e finire catapultati tra mangiafuoco e giocolieri. Potrete scoprirlo al castello di Moliterno, quando per una giornata tornerà ad animarsi permettendo ai visitatori di immergersi nella sua atmosfera antica.

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In Ragazze Elettriche di Naomi Alderman, futuri archeologi si interrogano su dei vassoi con una mela incisa che tutti noi riconosciamo come tablet. Spesso, infatti, si scava sia per riscoprire il passato, che per scoprire il futuro.

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500 anni fa Thomas More scriveva l’Utopia: è tempo ora di immaginare un altro mondo.
Da qui parte l’idea di un progetto sull’ascolto delle parole e delle suggestioni dei giovani, provenienti dall’Italia e da diversi paesi europei, lavorando sul divario sempre più forte che vivono gli adolescenti, fra il mondo virtuale del digitale e quello corporeo del reale.

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Sono passati settant'anni da quando De Gasperi, in visita ai Sassi di Matera, definì vergogna nazionale i luoghi che ora sono Patrimonio Unesco e ordinò lo sgombero dei residenti.

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D'una città diceva Italo Calvino, non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. Perché una città vive dei ricordi e delle emozioni intrecciate alle sue strade dagli abitanti, e certe volte una risposta può arrivare senza che nessuna domanda sia stata formulata.

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Secondo un’interpretazione della psicologia contemporanea, esistono quattro diversi tipi di vergogna che tutti noi abbiamo provato nella vita; tra questi, spicca il senso di imbarazzo che segue l’esclusione da un gruppo, l’incapacità di elaborare il concetto di non essere graditi.

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L'acqua ricopre il 71% della superficie del nostro pianeta, la stessa percentuale in cui è presente nel corpo di un bambino. E proprio come un bambino, la Terra ha bisogno di essere curata e difesa dai pericoli, tutelata affinché possa crescere sana per le generazioni che verranno.

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Il primo a denunciare la “vergogna” delle condizioni igienico-sanitarie dei Sassi di Matera è stato Carlo Levi nel Cristo si è fermato a Eboli. Descrive bambini che “in quei buchi neri” muoiono di malaria ma narra anche l’infinita bellezza di quei “buchi neri” poi diventati Patrimonio dell’Umanità.

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Nell’essere umano, l’istinto di raccontare è primordiale quanto quello di sopravvivenza; la più antica documentazione di una storia scritta risale a ben 4500 anni fa e possiamo supporre che ben prima esistessero storie raccontate intorno al fuoco. Miti e leggende tramandati per soddisfare il bisogno umano di condividere il sapere collettivo.

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Con sullo sfondo il petrolio quale oscuro motore – da 150 anni, nel bene e nel male – delle vicende del mondo, il progetto prende spunto dall’omonima opera incompiuta di Pier Paolo Pasolini, che, pubblicata postuma a 17 anni dalla sua morte violenta, sonda le radicali e sotterranee trasformazioni dei paesaggi sociali, urbani e naturali.

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Dicono che per rialzarsi ci voglia coraggio, noi crediamo che ci voglia vergogna. La vergogna che stimola la coscienza, che muove l’orgoglio, che scatena la reazione. La vergogna come spinta formidabile che rompe l’immobilità e porta al movimento, alla messa in discussione, alla consapevolezza e, dunque, alla rinascita. Una vergogna positiva, salvifica, splendidamente tragica e catartica: la più bella delle vergogne.

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Ogni racconto deve avere una voce, e quella di Matera 2019 esce forte e chiara dalle casse di una radio.

Poco importa la concorrenza di Spotify e YouTube: forse per il suo tocco un po’ vintage, sicuramente per la capacità di creare percorsi guidati tra la musica e le parole e di approfondire alcuni argomenti, la radio è stata eletta portavoce della Capitale Europea della Cultura nel 2019.

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Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità. Questi i valori delle Lezioni Americane di Calvino a cui Radio 3 si ispira, nella forma e nel desiderio di nutrire le menti degli ascoltatori, per le sue Lezioni Materane, un appuntamento a cadenza mensile che accenderà il cuore della città per tutto il 2019.

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Nel 2012 il territorio della bassa modenese fu colpito da un terribile terremoto che provocò serissimi danni al patrimonio architettonico e artistico oltre che alle aree industriali con eccezionale resilienza, in poco tempo molte aree vennero ricostruite. Pochi mesi dopo una delegazione di Matera incontrò molti emigrati lucani in Emilia e si iniziò un dialogo che sfociò in una progettazione culturale condivisa e in un protocollo d’intesa tra i due territori.

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A Matera 2019 si realizzerà, a partire dal decennale del sisma che il 6 aprile 2009 ha distrutto L’Aquila, una grande mostra fotografica che vuole rappresentare un’occasione per operare una riflessione sulle problematiche della gestione del doposisma nell’intero Paese, anche e soprattutto alla luce della evidente vulnerabilità del Paese come testimoniano i terremoti del 2016/2017 nel Centro Italia e, allo stesso tempo, l’ultimo mezzo secolo di terremoti: dal sisma del Belice nel 1968 a quello del 23 novembre 1980 in Irpinia e Basilicata.

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Quante sono le lingue parlate nel nostro mondo? Secondo una recente stima, il numero si aggira intorno alle settemila, anche se molte di esse sono costantemente a rischio di estinzione. Ma esiste un linguaggio, profondo e universale, che valica ogni confine geografico e temporale: la musica.

Proprio per parlare a una comunità sempre più sfaccettata, il comune di Pomarico declina il suo giorno da capitale allestendo un grande evento musicale che fonda tradizioni e culture diverse in un concerto inclusivo che possa essere anche un momento di pacifica comunione.

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La vita e le “gesta” del brigante Angelantonio Masini, soprannominato Ciuccolo (Marsicovetere, 1837 – Padula, 20 dicembre 1864), che operò in Basilicata, in Terra di Bari e Vallo di Diano, tra i più temibili briganti postunitari e tra i massimi ricercati in Basilicata, dopo Ninco Nanco e Carmine Crocco, una storia poco conosciuta al di fuori del territorio municipale, saranno oggetto di una performance teatrale nella giornata dell’evento per “Matera 2019-Capitale per un giorno”.

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A metà degli anni Cinquanta, il ricercatore americano Edward C. Banfield si mise a studiare Chiaromonte. Qualche anno dopo pubblicò un libro che ebbe molto successo negli Stati Uniti e da noi scatenò dibattiti, che si accesero già a partire dal titolo Le basi morali di una società arretrata. Anche se il nome Chiaromonte era sostituito con quello di Montegrano, ogni riferimento era palese, dalla descrizione dei luoghi fino alle parole dei cittadini.

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“Here and together” animerà Accettura per dimostrare che valori come identità e migrazione possano coesistere nel migliore dei modi.

Si comincerà nel sito archeologico di tempa Cortaglia, dove docenti e studenti di archeologia mapperanno la zona e la analizzeranno.

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Balvano, 3 marzo 1944. La popolazione è allo sbando, stremata dalla guerra e da un’Italia divisa in due. Centinaia di persone, provenienti dalla Campania, partono clandestini nella notte, su un treno merci che li porterà nelle campagne lucane, a trovare cibo e serenità. Come il treno 8017, che dovrebbe passare da Balvano. Su quel treno moriranno circa 600 persone, la più grande tragedia ferroviaria italiana.

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Condividere gli spazi urbani di Castelsaraceno e creare una comunità allargata di cittadini “culturali”. Questo è il cuore del progetto Agricoltura Next, il cui obiettivo è coinvolgere, in tre giornate di evento, residenti, associazioni, scuole, studenti fuori sede, emigrati e nomadi digitali, che diventeranno anche ambasciatori e narratori dell’esperienza del Festival nel mondo.

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Per molto tempo si è pensato che Colobraro portasse sfortuna. La gente nei dintorni lo chiamava “Quel paese”, e poi guardava in direzione del borgo senza farne il nome. Erano gli anni del dopoguerra e Colobraro condivideva con Matera la fama di un posto iellato e povero, che perciò andava dimenticato perché tanto non ne sarebbe potuto più venire nulla di buono.

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A Ferrandina suona la banda!

Il borgo riprende contatto con una lunga tradizione musicale di strada e studia la regia di uno spettacolo itinerante, per le vie del paese, che richiama il passato e celebra il futuro della regione. La banda è il segno di una comunità festosa e unita in cui ciascuno trova il posto più adatto a sé per dare vita a una composizione collettiva. Una provocazione solenne, un invito a cantare, una processione laica per richiamare i visitatori. Accanto alla musica, artisti e performer colorano i viottoli del centro storico, coinvolgendo i passanti in un’atmosfera d’altri tempi.

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Le premesse non erano le migliori: montagne, infrastrutture viarie carenti, un campanilismo che accentua le differenze e spazza via le somiglianze. Guardia Perticara è stata per molto tempo un’enclave difficile da raggiungere sia dal punto di vista fisico che culturale. Ma è proprio dalle situazioni più difficili che nascono le rivincite migliori. Rispolverando i propri più antichi e importanti valori – ospitalità, generosità e tolleranza – e investendo al meglio i fondi ottenuti per il terremoto del 1980, Guardia Perticara ha rinnovato se stessa creando una comunità solida nonché uno dei più bei luoghi d’Italia. Infatti dopo la ristrutturazione del paese in pietra faccia a vista il comune può vantare, oltre alla Bandiera Arancione del Touring Club, la nomina tra i Borghi più belli d’Italia.

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I graffiti sono arte. Artisti come Keith Haring, Bansky e Blu sono l’esempio di come la street art sia passata negli ultimi decenni dalla clandestinità alla consacrazione come forma d’arte in piena regola, dai vicoli più nascosti, tra buio e bombolette, fino ai più grandi riconoscimenti e alle esposizioni museali. E Satriano di Lucania questo lo sa bene. Il paese si può definire la capitale dei murales del Mezzogiorno, con più di 200 opere di street art collezionate tra le vie del borgo. Tutto nasce nel 1983, quando viene accolto in paese l’artista rumeno Costantin Udroiu, dissidente politico che trova un porto sicuro proprio tra le strade di Satriano, che trasforma in arte come un’incantevole forma di ringraziamento.

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Dalla prima macchina a vapore brevettata da James Watt ai trattati per combattere il surriscaldamento globale, gli ultimi trecento anni di storia climatica hanno visto un unico grande protagonista: l’uomo.

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Ma chi l’ha detto che il Rinascimento sia stato soltanto un affare del centro e del nord? Proviamo a cambiare prospettiva, a partire dal sud. Dalle sponde di quel Mediterraneo che è incrocio di culture e di civiltà, di gente e di arti, da sempre.

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“Il cavallo scalpita, | i sonagli squillano, | schiocchi la frusta”: la Cavalleria Rusticana arriva tra i Sassi di Matera! Tutto grazie ad “Abitare l’Opera”, un progetto che mira a portare le arie dei grandi capolavori del passato in palcoscenici diversi, inusuali.

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“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai a Matera”. No, non è un errore, ma la scommessa di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari. Anzi, una doppia scommessa: trasformare il capolavoro di Dante in un testo teatrale e a prendere come palcoscenico l’intera città di Matera.

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Si può essere materani per un giorno? Certo che sì! O almeno è questo l’obiettivo di “People Places Purposes”, grazie al quale i visitatori abbandoneranno i loro panni da turisti per indossare quelli da “cittadini temporanei”, e diventare parte integrante della quotidianità della città e del territorio lucano.

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Il cinema è uno spazio libero, il cinema è partecipazione. Questa, parafrasando Giorgio Gaber, la scommessa di Formula Cinema.

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Ridare voce a chi l’ha persa, durante un viaggio impossibile e le difficoltà di una nuova vita. Risvegliare la propria attitudine, la passione, i piccoli gesti che valorizzano un’esistenza.

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Il cinema e la poesia come koinè per unire popoli, civiltà, culture. Questo il progetto di Rete Cinema Basilicata, la ricerca di connessioni e punti di contatto tra i diversi paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, attraverso lo strumento del cinema e la lingua universale della poesia.

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Gente che va, gente che viene. Gente che decide comunque di rimanere, in una Basilicata che si sta spopolando, abbandonata a se stessa. A loro è dedicato “Storylines | The Lucanian ways”. Il progetto, presentato dall’Associazione Youth Europe, si divide nel docufilm “Vado Verso Dove Vengo”, scritto da Luigi Vitelli con la consulenza scientifica di Vito Teti e con la regia di Nicola Ragone, e in una video-exhibition.

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Riappropriarsi delle proprie origini non è un processo che può essere fatto da fermi. È semmai una serie di gesti, di azioni diversi e complementari, un percorso che va fatto fino alla fine. L’idea di Ka Art è quella di trasformare l’area del Pollino in una grande mappa al naturale.

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Nelle cave di tufo a nord di Matera, la Cava del Sole attira lo sguardo dei visitatori, come una vecchissima signora addormentata tra i blocchi di tufo. Questo ricordo incastonato nella roccia di un insediamento monastico di epoca medievale farà da cornice, mercoledì 24 luglio 2019 alle ore 21.30 al Concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai condotto dal Maestro James Conlon, statunitense di origini lucane, direttore principale dell’Orchestra dal 2016.

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Se fare sport è bello, raccontarlo lo è ancora di più. Sport Tales è un programma di iniziative che intrecciano sport, narrazione e cultura tra le vie di Matera. Due tornei giovanili di calcio e basket (Coppa Scirea e Minibasket in piazza) vedranno sfidarsi piccoli sportivi da tutta Europa mentre, fuori dal campo, gli atleti, i genitori e i tecnici potranno frequentare alcune lezioni sui vari modi di narrare lo sport, dal racconto tradizionale alla narrazione sui social.

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“Abitare Futuro” è il tema portante di questa edizione speciale di Altofest. Dal 4 novembre all’8 dicembre, oltre 26 artisti internazionali, con performance in 11 città, saranno ospiti dei cittadini residenti di 5 differenti aree della Basilicata.

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“Mediterranea” è una mostra che di questo continente marino intende raccontare, prevalentemente, la storia, la bellezza, i popoli, i miti ma anche le insidie e i contrasti che oggi lo minacciano. Il percorso espositivo intende rappresentare il Mediterraneo in tutta la sua complessità, attraverso la narrazione, su diversi piani, della sua storia con immagini satellitari inedite, foto, video e installazioni site-specific di straordinario impatto emotivo.

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Si può rendere popolare la musica classica, accessibile a tutti? Questa la sfida del progetto DUNI EUROPA, da affrontare con l’aiuto di un’istituzione prestigiosa come il Conservatorio Egidio Romualdo Duni. I musicisti del Duni si raduneranno nel tendone che ospiterà gli eventi del Circus+ per far conoscere alla comunità tutte quelle composizioni che fanno da capisaldi del repertorio della musica classica.

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Nel 2019 condividere è molto facile: lo si fa online con immagini, testi, video, a volte anche con il suono della propria voce. Ma quanti sarebbero così coraggiosi da condividere, offline, il proprio tetto?

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Prima dell’arrivo del sonoro, nel primo Novecento, c’era un cinema diverso, dove la mimica era protagonista e il linguaggio era scritto dal corpo degli attori. Erano gli anni del cinema muto, e tra i registi e gli attori più prolifici c’era Robert Vignola, al secolo Rocco Giuseppe Vignola, nato a Trivigno. Un gigante sbocciato a Hollywood, ma rimasto fedele alla sua terra. Una terra che lo sta omaggiando con un percorso appassionato e affettuoso, percorso che continuerà quest’anno con una giornata dedicata a Vignola e al suo cinema.

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A nord-est di Barile si erge il massiccio collinare dello Sheshë, con le tante, tantissime grotte scavate nel tufo, nate per essere le cantine naturali dove produrre l’Aglianico e insieme luogo comunitario dove si svolgeva la vita quotidiana del paese. Una consuetudine, questa, che fa parte della storia di Barile, che del paese è anima e tradizione.

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In futuro, tutti saranno famosi per 15 minuti, profetizzava Andy Warhol negli anni Sessanta.

A Matera ogni paese sarà capitale per un giorno, possiamo invece affermare noi; e proprio in quest’ottica, il comune di Muro Lucano risponderà alla chiamata a settembre 2019, quando l’intera comunità sarà parte attiva nell’organizzazione e nella messa in scena di una giornata di eventi legati alla rievocazione della Battaglia di Numistro, che vide l’esercito romano affrontare in campo aperto quello del cartaginese Annibale.

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Come una novella Gatta Cenerentola, il comune di Rapone si trasforma nel suo giorno da capitale in una principessa delle fiabe, per regalare a grandi e piccini la magia de Lo cunto de li cunti. Prendendo spunto dalla raccolta di Giovan Battista Basile, il progetto “L’incanto dei cunti e il gran ballo delle fiabe” prevede la creazione di un percorso magico che attraversi le strade del paese.

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Il progetto prevede la realizzazione di un ciclo di murales (5/6), partendo dalle porte d’ingresso al paese, raffiguranti i momenti più rilevanti della storia sociale, politica e culturale della Basilicata. L’iniziativa è costituita da più fasi e si svilupperà nel corso dei mesi che precedono la data individuata per la realizzazione dell’evento.

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La popolazione di Gallicchio porta sul palcoscenico una storia d’amore sotto la luce incantevole del plenilunio di settembre 2019. La scenografia spettacolare sono i luoghi naturali del “Gola”, dove il capovaccaio, il nibbio e il grifone africano depongono le uova ogni anno. L’antica leggenda andina che va in scena è stata raccontata da Hérnan H. Mamani e parla di un pastorello che si innamora di una stella e riesce a raggiungerla sulle ali di un rapace. Lo chiamano Gallicchio per via delle piume sul suo cappello. È una favola sul rapporto tra la natura e il cuore, sul modo in cui i luoghi che abitiamo possono determinare dolcemente le nostre aspirazioni e il nostro futuro.

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Paesi che dialogano, persone che si incontrano, strade che si incrociano. Un movimento armonico, come una danza fatata, ricca di suggestioni. Questa la sfida di Abriola, Tursi, Trecchina e Sarconi, quattro comuni e insieme “Angeli del territorio”, promotori di un recupero di quegli itinerari, corsi e percorsi che stanno alla base dell’identità lucana, per valorizzare questo patrimonio di cultura e tradizioni.

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Un luogo non è mai solo “quel” luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. Lo scriveva Antonio Tabucchi, e “Trame di racconti. La lentezza della fuga” ci tiene a ribadirlo. A partire da questa dichiarazione, sarà esplorata l’opera di un altro scrittore: “Ventunora a Sant’Arcangelo”, del santarcangiolese Nicola Sansanelli. Si tratterà di una ri-lettura del testo attraverso performance teatrali, cortometraggi, laboratori ed esplorazioni, alla ricerca delle tracce lasciate dalle parole nel paesaggio, momenti di riflessione e convivialità che trasformeranno l’opera in un moderno simposio.

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BorgArtFest, progetto che nasce dall’idea di creare un festival d’arte pubblica nel centro storico di Montalbano Jonico, consiste principalmente nel riqualificare alcune aree del borgo in forte stato di degrado e abbandono al fine di rigenerare spazi urbani attraverso interventi artistici di “street art” come i murales e la trasformazione di arredi urbani secondo la visione dello street artist Tom Bob.

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Le storie sono ovunque, intorno a noi. Il segreto è imparare a leggerle, trovarle, ascoltarle.

È per questo che il progetto “Le vie delle storie incrociate” prevede una residenza artistica in due fasi: durante la prima, silenziosa, gli artisti non avranno che da ascoltare. A parlare saranno gli abitanti di Miglionico, i giovani, le famiglie, gli anziani, chiamati a raccontare storie vere o tramandate dalla tradizione popolare.

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Il fiume che incanta. Così è stato definito nel 2016 il fiume Sarmento quando l’omonima valle venne candidata come bene culturale della regione dal Comune di San Giorgio Lucano. Val Sarmento è depositaria di un ricco tesoro fatto di storia, tradizioni, musica, rituali. Il fiume ondeggia tra i pendii verdi, porta con sé tutti i colori, i suoni, la magia del paesaggio, racconta, nel suo scorrere quasi ipnotico, il territorio e la cultura – i suoi abitanti.

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Atella come esempio di solidarietà, fin dalle origini. Da quando Giovanni D’Angiò, tra il 1320 e il 1330, propose di togliere qualsiasi tipo di tassa agli abitanti della zona che volessero trasferirsi lì, nel cuore della Valle di Vitalba. Atella, ancora oggi, è un esempio di crogiolo di culture e di identità, ormai indistinte in quella comunità che anima la città e che il progetto “Atella: un originale crogiolo di culture” vuole indagare.

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Un modo antico e nuovo di fare link: danze, mappe, un percorso per tornare a essere cittadini.

LAUCCA è progetto civico a lungo termine che coinvolge le comunità di Castelmezzano e Pietrapertosa. Prima di tutto la popolazione viene chiamata a realizzare una rappresentazione cartografica del territorio – è una carta artistica che non serve a orientarsi, ma a costruire un ritratto collettivo condiviso. Dopo, nel corso di grandi sessioni aperte di dialogo cittadino, ci si confronta con altre comunità europee di dimensioni simili per capire punti di contatto e differenze.

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“Che barba, che noia, che noia, che barba!”, ripeteva Sandra Mondaini nel suo letto di Casa Vianello, ma in realtà, sembra che la noia sia la chiave per la creatività e che passare del tempo senza avere niente da fare faccia spesso scattare in mente idee geniali. Lo sanno bene gli abitanti di Noepoli, che con il progetto “A vijë a vijë”: voci e sentieri dello Stato di Noia sfruttano l’antico nome del feudo che comprende i terreni del comune attuale - Noja, poi Noepoli - per evocare l’inquieta sensazione di ritrovarsi con le mani in mano.

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La ricetta di Reloaded 2019 prevede tre ingredienti fondamentali: dei buoni musicisti, i luoghi più simbolici ed evocativi dei comuni di Lavello e Montemilone e i loro abitanti.

Il risultato finale sarà un festival musicale con un forte focus sulla formazione, giusto mix tra la tradizione musicale popolare, fatta di organetti, tamburelli e danze, e i nuovi linguaggi nati grazie alla tecnologia.

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Il pallone e i libri si intrecciano per un evento di portata europea che unisce calcio e letteratura. Sull’erba dello stadio comunale Alfredo Mancinelli di Tito si sfideranno, nell’edizione 2019 della Writers’ League, quattro nazionali  degli scrittori (Italia, Germania, Inghilterra e Svezia).

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C’era un tempo in cui il pane veniva cotto in un forno comune, gli abiti erano lavati nella stessa acqua, le giornate scandite da mansioni precise e collettive. Il progetto Trame d’acqua vuole rievocare la lentezza di quei ritmi e la genuinità delle tradizioni con una serie di iniziative dedicate al recupero di antichi valori e di attività manuali. Il protagonista delle due giornate di eventi sarà il territorio latronichese con le sue più preziose peculiarità, in particolare le tipiche attività manuali (come il Puntino ad Ago, candidato a diventare patrimonio UNESCO), le risorse naturali (come l’acqua termale di Calda di Latronico) e la sua storia (da scoprire durante le visite agli opifici idraulici storici).

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Tutte le storie sono visioni provenienti dal passato, o anticipazioni del futuro. Nel suo giorno da capitale, Palazzo San Gervasio intraprende un viaggio tra storie e visioni che include musica, immagini, videomappe e nuove tecnologie.

Nei giorni del 15 e 16 giugno 2019, la comunità palazzese verrà coinvolta nella realizzazione di tre momenti di storytelling e condivisione: Il viaggio tra storie e visioni. Nel 1255, un ospite celebre soggiorna nel Borgo Sancti Gervasii: si tratta di Manfredi. Il figlio di Federico II, gravemente malato, chiede aiuto alla “masciara” del borgo che, in grado di prevedere il futuro, lo porterà a incontrare le figure più importanti della sua storia.

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È una festa delle parole.

Il comune di Fardella lavora da diversi anni sul vocabolario, ma oggi apre ai visitatori questo percorso con un festival disegnato in tre giornate di laboratori, incontri d’autore con i ragazzi delle scuole e celebrazioni aperte al pubblico, come il conferimento della cittadinanza onoraria a Andy Donato, vignettista canadese, di padre lucano, nato proprio in questo paese.

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Come la saggezza negli uomini è nascosta dietro le loro rughe, anche le città svelano il segreto del loro passato attraverso le vestigia che ne restano.

Il comune di Ruoti celebra la propria identità partendo dagli usi e costumi della sua società, per raccontare agli ospiti la storia identitaria di una comunità, presente in quei luoghi a partire dal VI secolo a.C., profondamente ancorata alle sue origini, ma che tende con fiducia al futuro.

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A Stigliano c’è una regola non scritta: i fallimenti e gli insuccessi esistono, ma l’importante è il modo in cui li si affronta. Non a caso, dignità e resilienza sono due caratteristiche che contraddistinguono gli abitanti del posto e che in, occasione della candidatura al progetto Matera 2019 – Capitale per un giorno, saranno omaggiate ricordando uno dei cittadini più illustri di Stigliano: Jimmy Savo.

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Il progetto promosso da Arci Basilicata in collaborazione con Arci nazionale, prevede la realizzazione di una residenza con l’obiettivo di costruire una narrazione visiva del paesaggio rupestre tra Matera e Montescaglioso. Attraverso un’open call internazionale lanciata in collaborazione con la BJCEM – Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo, verranno selezionati tre artisti under 35 attivi nell’ambito del disegno, della grafica e dell'illustrazione under 35 che saranno ospitati a Matera per un mese con lo scopo di costruire, attraverso un bagaglio di suggestioni, racconti e narrazioni storiche o immaginarie, un piccolo atlante del paesaggio rupestre che separa Matera da Montescaglioso. 

Il paesaggio della Murgia materana è popolato da innumerevoli luoghi di culto scavati nelle roccie, per secoli popolati da gruppi religiosi, pellegrini ed eremiti. La relazione secolare e la coabitazione tra uomo e natura aspra costituisce un palinsesto di suggestioni notevole per la realizzazione di una residenza che si fonda sulla necessità di praticare il territorio per raccontarlo.  

La residenza sarà l’occasione per attivare un laboratorio di illustrazione con un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati accolti presso i progetti di accoglienza SPRAR gestiti da Arci Basilicata. La raccolta di storie ed immagini, di fantasie e di fiabe della narrazione orale, comporranno il background per la creazione di un piccolo atlante, una ricognizione di sassi, storie, leggende nascoste.

Azioni previste durante la residenza:

  • Prima fase della residenza degli artisti: orientamento, incontri con esperti del territorio e punti di riferimento della comunità locale
  • Camminate partecipate tra Matera a Montescaglioso. Si prevede di realizzare due camminate-laboratorio con la partecipazione di esperti del territorio (da antropologi a geologi, da naturalisti ad archeologi o semplici camminatori) e con un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati.

Gli esiti finali della residenza saranno oggetto di una mostra finale e di una progetto editoriale collettivo realizzato ad hoc dagli artisti.

Sottocategorie

I progetti culturali contenuti nella sezione "Futuro Remoto" consentono una accurata riflessione sul rapporto millenario dell'umanità con lo spazio e le stelle. Un rapporto che, ripercorrendo i passi di uno dei residenti più illustri della regione, Pitagora, esplora l'antica bellezza universale della matematica; al tempo stesso, verranno analizzate le infinite possibilità del dialogo fra uomo e natura, ambientando concerti e percorsi di visita in luoghi di suggestione spirituale (come le chiese rupestri) o cosmologica (come il Centro di Geodesia Spaziale). Pratiche antichissime e nuovi modelli di vita saranno offerti in prova, ipotizzando nuovi modelli di sviluppo per i prossimi decenni.

Come in molte altre città europee, il rapporto di Matera con la modernità è conflittuale: venticinque anni dopo l'iscrizione dei Sassi — un tempo "vergogna nazionale" — nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, la città sta ancora cercando di venire a patti con la sua identità fisica. La sezione del programma denominata "Continuità e rotture" rappresenta un'opportunità per elaborare una terapia collettiva, la possibilità di affrontare non solo la vergogna della città in sé, quanto le sue molteplici forme a livello europeo, che spaziano dalle crescenti diseguaglianze sociali, al risorgere del razzismo, all'incapacità di molti paesi europei di offrire futuro e speranza ai loro giovani e al dramma dell'esodo di disperati in fuga dalle guerre in corso in Africa e in Asia. Matera 2019 sarà un'occasione per vedere la bellezza non solo nei teatri e nei musei, ma anche negli spazi che abitiamo quotidianamente.

Il tema "Riflessioni e Connessioni" prende le mosse dal classico motto latino, in seguito  adottato da Lorenzo de' Medici, "Festina lente" (affrettati lentamente): dobbiamo riscoprire il valore del tempo e della lentezza, prendere le distanze dall'egemonia del presente immediato e fare un passo indietro rispetto al ritmo accelerato che scandisce la vita del XXI secolo. Il programma culturale intende inoltre provare che l'arte, la scienza e la pratica diffusa della cittadinanza culturale possono rappresentare in tutta Europa gli elementi catalizzatori di un nuovo, rivoluzionario modello di comunità, radicato nella "pratica della vita quotidiana". L'ambiente fisico di Matera ci incoraggia a ripensare le cose ab initio e a considerare questioni essenziali e valori fondamentali.

Partendo dalla insopprimibile tensione utopica della storia di Matera, il tema "Utopie e Distopie" intende testare nuovi schemi innovativi che rappresentino una sfida ai preconcetti: che per le città del Sud il turismo sia l'unica strada percorribile per raggiungere la stabilità economica, la tecnologia il solo modello di mediazione possibile nelle relazioni, la monocultura industriale l'unica opportunità di sviluppo e l'enogastronomia il principale fattore identitario di un territorio. C'è bisogno di un cambiamento di mentalità profondo, che vada oltre gli atteggiamenti fatalistici, il familismo amorale e l'opacità di informazione e gestione della cosa pubblica, che troppo spesso hanno bloccato il rinnovamento del Sud Italia.  Attraverso una serie di giochi e sport urbani e rurali, Matera verrà trasformata in un terreno su cui immaginare alternative possibili a realtà che diamo per scontate.

La sezione "Radici e Percorsi" esplora precisamente le straordinarie possibilità della cultura della mobilità che accomuna l'Europa. L'istinto al movimento è radicato nella vita quotidiana di Matera, sin dalla tradizione della "transumanza", che ogni anno vede le mandrie di bestiame attraversare la Murgia. La mobilità è la linfa vitale della regione: dalla Magna Grecia a Roma, o all'epoca dei Bizantini e dei Longobardi, Arabi, Svevi o Angioini, la Basilicata ha sempre rappresentato uno spazio di incontro e convergenza. Di recente, al pari di molte altre regioni rurali d'Europa, Matera ha dovuto affrontare devastanti diaspore migratorie, per poi vedere l'inizio di un ritorno, in tempi molto vicini a noi, di una generazione di giovanissimi, attratti dai valori espressi dalla cultura meridionale.