Matera 2019

Si è concluso sabato 24 ottobre a Matera, a qualche ora dal DPCM che ha sospeso gli spettacoli pubblici in teatri, cinema e spazi all’aperto, il Festival di arti performative “So Far So Close. Esercizi di vicinanza” prodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, con la collaborazione artistica di Silvia Bottiroli e Cristina Ventrucci, in partenariato con Apt Basilicata e ASM Matera e il patrocinio dei Comuni di Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Cirigliano, Latronico, San Severino Lucano.

Il Festival, aperto il 12 settembre a Matera nella Cava del Sole, luogo iconico della Capitale Europea della Cultura 2019, ha esplorato le nuove relazioni tra le persone ai tempi del distanziamento sociale, ma anche le nuove relazioni che possono costruirsi tra le aree urbane e le aree remote, definendo, in un percorso di rieducazione collettiva, nuovi rituali dello stare insieme e nuove modalità di fruizione dello spazio pubblico. Per fare questo, sono stati chiamati 7 fra artisti e compagnie (Emma Dante, Virgilio Sieni, Chiara Guidi, Annamaria Ajmone, Luigi Coppola, la compagnia MK, il duo Daria Deflorian- Antonio Tagliarini,) che hanno rinnovato le proprie domande nel momento infra-pandemico, mettendo al centro dei loro lavori il tema della prossimità, anche in termini di rapporto tra lettura della realtà e costruzione dell’immaginario, con un’attenzione al rapporto tra l’umano e il non umano, e tra il visibile e l’invisibile. 10 sono state le opere proposte, 16 le repliche, fra teatro, danza, cinema, arte pubblica e relazionale, caratterizzate dall’intervento nello spazio pubblico risignificato mediante forme di apertura capaci di includere gli spettatori non soltanto nel fruire di un lavoro finito ma, con modalità molto differenti, nella responsabilità del costruirlo. Agli spettacoli hanno preso parte circa 2000 spettatori, circa 50 sono stati invece i cittadini coinvolti nei 3 percorsi laboratoriali attivati con gli artisti a Matera. Per ospitare il programma del Festival, sono stati scelti 7 comuni (Matera, Montescaglioso, Venosa, San Mauro Forte, Latronico, San Severino Lucano, Cirigliano) collocati in diverse aree della Basilicata, dalla collina materana al Vulture fino al Parco del Pollino, utilizzando come palcoscenico per gli spettacoli, luoghi all’aperto e spesso non convenzionali, come il bosco o la galleria di un centro commerciale.

Tutti gli appuntamenti si sono svolti nel pieno rispetto della normativa anti contagio, comunicata attraverso gli allestimenti progettati e realizzati dall’Open Design School, che in questi mesi ha condotto un lavoro di ricerca e sperimentazione sul sistema di accoglienza del pubblico per far sì che, nonostante la distanza, i partecipanti allo spettacolo potessero sentirsi pienamente coinvolti e protagonisti dello stesso, in completa sicurezza. Un obiettivo raggiunto, stando ai dati emersi dai questionari di monitoraggio somministrati al termine degli spettacoli, che sono riusciti a intercettare non solo il pubblico fidelizzato di Matera 2019, ma anche un pubblico del tutto nuovo, con un 1/5 degli spettatori arrivati dalla Puglia, in particolare da Bari, Taranto e Valle d’Itria. Per il 70,7% dei partecipanti, le misure di distanziamento fisico adottate non hanno condizionato la loro partecipazione, mentre un 90,4% si è detto soddisfatto rispetto a sicurezza e misure di prevenzione anti contagio adottate. L’avanzamento dei lavori di Open Design School è stato condiviso con il pubblico durante 6 appuntamenti aperti, le Open review, alcune delle quali organizzate al Teatro Quaroni, nel borgo La Martella di Matera, ospitando anche gli artisti del Festival con cui è stato creato un dialogo costante per adattare gli allestimenti alla specificità dei singoli spettacoli. L’esito di questo lavoro è stato raccolto in un Manuale open source a disposizione di tutti coloro che intendono realizzare eventi dal vivo ai tempi del Covid. Il Manuale sarà scaricabile dal sito di Open Design School ods.matera-basilicata2019.it/ nelle prossime settimane.

"L'attenzione sui termini della prossimità – spiegano le curatrici Bottiroli e Ventrucci - è forse un dono che l'esperienza pandemica ci ha portato. Accadimento tragico collettivo, l'attacco del virus ha fatto di noi, uomini e donne del ventunesimo secolo, un coro greco che ritrova domande esistenziali, spesso sepolte sotto i templi del consumismo o dissolte nel solletico della comunicazione. Il primo passo che si è voluto compiere qui, con un atto furioso e folle, è il ricorso all'arte performativa come strumento privilegiato per ritrovare una misura del sentire, nello spazio tra sé e l'altro. Gli artisti della scena, e le loro incessanti ricerche, sono diventati l'orizzonte in cui rintracciare pulsioni arcaiche e istinti plurali, sono stati il corpo cui chiedere come possiamo espandere la nostra capacità di intesa".

“Gli esercizi di vicinanza che abbiamo proposto con il Festival So Far So Close – sottolinea la manager sviluppo e relazioni della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rossella Tarantino – hanno voluto riattivare le relazioni sociali dopo la dura fase del distanziamento fisico prodotto dal lockdown, attraverso quelle discipline che sono state più duramente colpite in termini relazionali, ovvero le arti performative. Adottando in maniera puntuale le disposizioni anti contagio, abbiamo dimostrato, come tutti coloro che hanno organizzato attività culturali in questi mesi, che queste possono essere svolte in completa sicurezza. Ci ha quindi molto addolorati lo stop agli spettacoli pubblici, e questo non solo perché la cultura è qualcosa che ci serve per stare bene, ma perché essa genera una serie di impatti importanti sulla società. Con l’esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 abbiamo potuto verificare, infatti, che l’investimento in cultura genera impatti sociali in termini di avvicinamento di chi non vi ha solitamente accesso, di benefici psico-fisici, di accrescimento del senso di comunità e di desiderio di mettersi in gioco per il proprio territorio, ma anche impatti economici rilevanti, facendo lavorare tantissimi settori collegati a quello culturale. Per questa ragione, auspichiamo che si continui nel prossimo futuro a investire in cultura, pensando a Matera e alla Basilicata non solo come un luogo di turismo, non solo come un luogo da attraversare ma in cui produrre e abitare cultura”.