
Nell’essere umano, l’istinto di raccontare è primordiale quanto quello di sopravvivenza; la più antica documentazione di una storia scritta risale a ben 4500 anni fa e possiamo supporre che ben prima esistessero storie raccontate intorno al fuoco. Miti e leggende tramandati per soddisfare il bisogno umano di condividere il sapere collettivo.
Ecco allora che le due opere originali di Milo Rau e Roberto Latini, presentate da Teatri Uniti di Basilicata, si inseriscono nella tradizione della reinterpretazione di Tòpoi, focalizzandosi sulle dinamiche di intervento umano sull'ambiente che lo circonda.
Il Nuovo Vangelo, di Milo Rau, si ispira all'omonima opera di Pier Paolo Pasolini per restituire in forma allegorica la figura cristologica come simbolo di sofferenza degli emarginati del mondo. Il lavoro, messo in scena e filmato, offrirà allo spettatore spunti di riflessione sul ruolo delle istituzioni nelle situazioni estreme del Sud Europa e sul valore contemporaneo dei messaggi di Fede, Carità, e Speranza.
Il drammaturgo Roberto Latini rivisita invece, nel suo Il Gran Teatro Mangiafuoco, dal Pinocchio di Collodi e altre meraviglie, la storia del bambino di legno, sfruttando lo spazio del palcoscenico del barbuto burattinaio per una meta-rappresentazione che attinge a un'altra opera di Pasolini, Cosa sono le nuvole, per introdurre un dialogo con la rappresentazione di Rau e riprendere il tema della paternità come atto divino di dono del creatore alla creatura.