Come si diventa duca? E come si diventa re o imperatore? Come in uno spettacolo della memoria, la lezione ripercorre le scene fondative che hanno plasmato la regalità nel Mezzogiorno medievale. Attraverso simboli, rituali, liturgie del potere e solenni incoronazioni, si delinea la nascita e l’evoluzione di una cultura politica che, nel 1130, diede vita dal nulla al Regno di Sicilia.
Da Melfi, dove i Normanni di Guglielmo Bracciodiferro e Roberto il Guiscardo posero le basi del loro dominio e ottennero la legittimazione papale, il percorso giunge a Palermo, capitale del regno normanno e poi svevo, evocando mosaici, cronache e oggetti emblematici come il meraviglioso e suggestivo mantello di Ruggero II. Il viaggio prosegue verso Aquisgrana, cuore dell’eredità carolingia, dove Federico II fu incoronato re nel 1215, per approdare infine a Napoli, nel trionfale ingresso di Alfonso d’Aragona del 1443.
Sono questi i momenti attraverso cui le monarchie normanna, sveva, angioina e aragonese hanno costruito e raffinato una cultura europea della regalità, fondata sull’idea di un’autorità sovrana voluta da Dio e riconosciuta dagli uomini grazie all’esibizione di virtù eccezionali.
L’evento rientra nel programma del convegno internazionale di studi “Forme e culture della regalità. Il regno dell’Italia meridionale in prospettiva Mediterranea (XII – XVI sec.)” con la direzione scientifica del prof. Fulvio Delle Donne. L’iniziativa, che rientra nell’ambito del progetto “Fantastico Medioevo”, è organizzata da CESURA- Centro Europeo di studi sull’Umanesimo e Rinascimento Aragonese, con il contributo di PRIN-PNRR 2022 IMPERI SITUS dell’Università della Basilicata e della Direzione generale educazione, ricerca e istituti culturali del MIC, con il patrocinio delle Università di Avignon, Basilicata, Girona, Napoli Federico II, Napoli Orientale, Pisa e con il supporto della Regione Basilicata, della Fondazione Matera Basilicata 2019, del Comune di Melfi, della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, del Centro Europeo di Studi Normanni – CESN, di HISCOAR e dell’Institut Universitaire de France.

Per il programma del convegno:







SEGUICI SU