22 Aprile 2026
A sostegno di Viva Vittoria: la partecipazione come pratica culturale
Ci siamo anche noi a sostenere Viva Vittoria, un progetto che valorizza la partecipazione come pratica culturale, capace di trasformare un gesto semplice in un messaggio collettivo contro la violenza sulle donne. Nel percorso di Matera 2026 Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa perché mette al centro il valore delle persone, delle relazioni e del fare insieme.
Il contributo della Fondazione Matera Basilicata 2019 ha preso forma anche in un gesto simbolico: la donazione di gomitoli, consegnati martedì 21 aprile presso l’Open Space di APT Basilicata, nei colori del logo e dell’identità visiva di Matera 2026, che entreranno a far parte dell’opera collettiva, intrecciando storie diverse in un unico racconto condiviso.
Tra i sostenitori dell’iniziativa erano presenti anche le rappresentanti della sezione Inner Wheel di Matera. La rete della solidarietà si è ampliata inoltre grazie all’azienda Texture Italy, che ha messo a disposizione filati per la realizzazione di nuovi quadrati. Fondamentale anche la presenza della Fondazione Pangea, che gestisce a Matera lo Sportello Antiviolenza e la Casa Rifugio “Isabella Morra”: a questa realtà saranno destinati i fondi raccolti durante l’evento finale di novembre, trasformando l’opera simbolica in un supporto concreto per le donne del territorio. Viva Vittoria è un progetto promosso dall’Associazione Tessere APS con Viva Vittoria ODV, coinvolgendo cittadinanza, scuole, associazioni e imprese nella realizzazione di quadrati a maglia e uncinetto, destinati a diventare una grande installazione partecipata il 21 e 22 novembre 2026 in Piazza Vittorio Veneto a Matera. Il progetto gode inoltre del patrocinio del Comune di Matera, della Provincia di Matera e del sostegno del CSV Basilicata.
Viva Vittoria parla un linguaggio che sposa i valori della Fondazione: comunità, inclusività e dialogo, proprio nell’anno in cui Matera si propone come luogo di incontro nel Mediterraneo. E una coperta costruita da mani e storie diverse è proprio una delle immagini più evocative del dialogo: ogni quadrato mantiene la propria forma e il proprio colore e, proprio per questo, l’insieme funziona. Le differenze si valorizzano: un principio che vale per le coperte e per le comunità, e che la Fondazione pone al centro del proprio lavoro.







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