15 Giugno 2026

“Mimmo Jodice. Mediterraneo”, la grande mostra di Matera 2026

“Mimmo Jodice. Mediterraneo”, la grande mostra di Matera 2026

Uno sguardo contemporaneo sull’antico, capace di restituire ai nostri giorni e rinnovare nel tempo odierno l’aura originaria di opere e monumenti di un Mediterraneo perduto. Una immersione nella visione del passato attraverso immagini potenti, frutto di un’arte fotografica trasformativa. È questo e altro “Mimmo Jodice. Mediterraneo”, la mostra a cura di Carlo Sala che dal 7 luglio all’8 novembre 2026 accoglie il pubblico nella sede di Palazzo Lanfranchi dei Musei Nazionali di Matera, per poi approdare al Centre d’Art Moderne di Tétouan in Marocco dagli inizi di dicembre 2026 a metà febbraio 2027.

In mostra sono esposte ben 83 opere fotografiche, di cui 68 sono stampe vintage ai sali d’argento su carta baritata con viraggio al selenio realizzate dall’artista stesso tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta e appartenenti alla celebre serie Mediterraneo: provengono dalla Collezione privata “i Cotroneo, Roma” e sono state concesse in prestito a fini espositivi dal collezionista stesso e dalla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ne conserva in deposito e ne espone una parte. Completano e integrano la mostra 5 opere di grande formato 140×100 cm della serie Danzatrici e un’appendice di 10 opere vintage e moderne dedicata alle ricerche più recenti di Mimmo Jodice sul Mediterraneo, provenienti dallo Studio Jodice. Insieme costituiscono il corpus della prima grande mostra monografica istituzionale dopo la scomparsa dell’artista, indiscusso protagonista della storia della fotografia europea contemporanea, e una grande occasione per ripresentare al pubblico e aggiornare la serie ormai storica di Mediterraneo, dimostrando come l’artista sia tornato su queste ricerche in maniera costante e dolcemente caparbia negli anni.

Le immagini sono il frutto di numerose ricognizioni dedicate alla cultura mediterranea e all’archeologia, a partire dalla terra natale, a cui Jodice fu sempre legato, con le visioni di Paestum, Pompei, Cuma, Baia. Lo sguardo poi si allarga a un Mediterraneo più ampio, che va dalla Grecia alla Turchia, dalla Giordania alla Tunisia, dalla Francia alla Libia.

Fra le opere più celebri ci sono gli Atleti della Villa dei Papiri di Ercolano e Le Danzatrici, conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in cui le antiche sculture emergono da ombre che le rendono dinamiche, quasi animate da uno slancio vitale. Si tratta di immagini dal forte pathos emotivo, così come tutte quelle in mostra ritraenti monumenti e statuaria, reso possibile dal sapiente uso tecnico della fotografia sia in fase di ripresa, che in camera oscura, dove l’artista ha accentuato i contrasti e reso i neri profondi e i bianchi abbacinanti.

La mostra è inoltre l’occasione per la riedizione ampliata e aggiornata del libro Mediterraneo, dato alle stampe dalla casa editrice newyorchese Aperture, che accompagnò una prima rilevante mostra delle immagini di Jodice al Philadelphia Museum of Art nel 1995 e che ora viene pubblicato da Marsilio con il design grafico di Studio Sonnoli e integrato con ulteriori opere legate alla celebre serie Mediterraneo. Il volume contiene il saggio curatoriale di Carlo Sala, ripropone il testo di Predrag Matvejević pubblicato nell’edizione del 1995 e include un contributo di Salvatore Settis, già apparso nel catalogo della mostra Attesa (Electa, 2016) e qui presentato nella sua versione definitiva.

“Nelle immagini del fotografo – si legge nel testo di Carlo Sala che introduce il volume realizzato in occasione della mostra – sono le statue i soggetti connotati dal maggiore pathos espressivo perché i loro volti si caricano di una umanità palpitante dove il bronzo e il marmo perdono l’algida perfezione formale voluta dai loro anonimi autori e si fanno materia emotiva capace di trasmettere una varietà di sentimenti che dall’uomo antico risuona nelle coscienze di quello contemporaneo.”

Queste fotografie dialogano a loro volta con immagini nate dal percorso dell’artista nell’indagine di un paesaggio mediterraneo quasi metafisico, con visioni di un mare privo di ogni segno antropico del presente, verso cui Jodice – in un’atmosfera silenziosa e sospesa – cerca di assumere lo stesso sguardo degli abitanti dell’antichità.

Promossa dall’Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Comune di Matera, la Fondazione Matera Basilicata 2019, il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia e lo Studio Jodice grazie alla disponibilità dei Musei nazionali di Matera presso Palazzo Lanfranchi, e con la consulenza scientifica della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, l’esposizione rientra nell’ambito di Matera e Tétouan Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026, in un legame anche simbolico tra le due sponde del Mediterraneo.

7 luglio – 8 novembre 2026
Anteprima stampa: lunedì 6 luglio 2026, ore 17.30
Inaugurazione: lunedì 6 luglio 2026, ore 19.00

INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Palazzo Lanfranchi – Piazza G. Pascoli, 1 – Matera


Orari di apertura
Dal Lunedì alla Domenica, dalle ore 9.00 alle ore 20.00
Martedì, dalle ore 14.00 alle ore 20.00
Ultimo ingresso alle ore 19.00
Lunedì 6 luglio l’ingresso è gratuito dalle ore 20.00 alle ore 24.00, ultimo ingresso alle ore 23.00


Costi di ingresso
Adulti: € 10,00
Ingresso cumulativo valido per 2 giorni per tutte le sedi del Museo Nazionale: € 15,00

Abbonamento annuale valido per tutte le sedi del Museo Nazionale: € 25,00
Studenti (per ogni sede del Museo Nazionale): € 2,00
Minorenni (sotto i 18 anni): Gratis
Ragazzi (dai 18 ai 25 anni): € 2,00
Militari, forze dell’ordine, giornalisti, accademici: Gratis

Per saperne di più: Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

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