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Dal 1985 viene assegnato dal Consiglio dei Ministri Europeo il titolo di Capitale Europea della Cultura. Tale titolo viene assegnato ad una città, che può associare nel suo programma anche il territorio regionale di riferimento.

Nel 2019, dopo Firenze, Bologna e Genova, tale titolo sarà assegnato nuovamente ad una città italiana, che avrà superato il percorso di selezione effettuato dalla Commissione Europea congiuntamente al Governo Italiano a partire ufficialmente dal 2012.

Nello specifico, il processo di selezione prevede il seguente iter:

  • Fine 2012: il Governo italiano lancerà la manifestazione di interesse;
  • 2013: le città italiane interessate avranno 10 mesi di tempo per presentare una proposta di massima;
  • Fine 2013: una Giuria composta da 6 esperti scelti dal Governo Italiano + 7 esperti scelti da istituzioni europee (Commissione Europea, Parlamento Europeo, Consiglio dei Ministri Europeo e Comitato delle Regioni) selezionerà una prima short list di città a priori idonee;
  • 2014: le città preselezionate presenteranno la proposta completa;
  • Fine 2014: la Giuria raccomanderà una città quale capitale europea e tale raccomandazione verrà notificata dallo Stato Italiano alle istituzioni europee;
  • Maggio 2015: il Consiglio dei Ministri Europeo designerà ufficialmente la Capitale Europea della Cultura;
  • 2015-2019: preparazione del Programma della Capitale Europea della Cultura, accompagnati da esperti designati a livello europeo.

In base a quali criteri viene selezionata una Capitale Europea? Le linee guida della Commissione Europea riportano quanto segue:

  1. Una città non viene designata Capitale unicamente per ciò che è/ha e per quanto ha fatto. Ma per quanto propone di fare. Ad essa viene assegnato il titolo soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell'anno in questione, che dovrà essere un anno eccezionale. In tal senso, il concetto di Capitale è completamente differente, ad esempio, da quello di patrimonio mondiale dell'UNESCO. Il patrimonio e la vita culturale permanente della città sono senz'altro elementi importanti, ma costituiscono soltanto una base per l'organizzazione dell'avvenimento. Ogni presentazione di candidatura sotto forma di opuscolo turistico della città risulterebbe quindi inappropriata. E' importante che il programma sia rivolto verso il futuro, senza peraltro che risulti trascurata la storia su cui la città basa la propria identità. Sono di importanza essenziale il carattere innovativo della manifestazione e, in tale contesto, lo spazio riservato alle forme culturali contemporanee e la capacità di favorire la creatività facendo intervenire artisti tanto locali quanto europei. Il programma va sostenuto da un dinamismo culturale che deve valorizzare l'identità dei luoghi elaborando prodotti culturali innovativi.
  2. Occorre enfatizzare la "dimensione Europea" della candidatura. In concreto, tale criterio selettivo si traduce nel rafforzare la cooperazione fra gli operatori culturali, gli artisti e le città europee ovvero nel far emergere la ricchezza della diversità culturale in Europa o ancora nell'enfatizzare gli aspetti comuni delle culture europee.
    In altri termini, è necessario domandarsi che cosa Matera ed il suo territorio possono dire alle altre città europee, in che modo le realtà culturali lucane possono raccordarsi e lavorare con quelle europee, come sviluppare progetti creativi che rispondono alle sfide che l'Europa fronteggia. Si pensi alle risposte che la cultura può dare alle sfide di Europa 2020: crescita intelligente (pianificazione urbana integrata di una città della cultura e della conoscenza che integri sviluppo economico, cultura, creatività e tecnologie digitali), crescita sostenibile (coniugando la creatività e le tecnologie per la produzione e l'efficienza energetica o la valorizzazione delle risorse ambientali scarse) e crescita inclusiva (promozione del dialogo interculturale anche alla luce dei cambiamenti in atto nel bacino mediterraneo, e dell'inclusione sociale).
  3. È necessario il coinvolgimento della «città e dei cittadini». Attraverso tale criterio, la Commissione Europea incoraggia la partecipazione dei cittadini residenti nella città e nei dintorni e mira a suscitare il loro interesse, così come quello dei cittadini che vivono all'estero. Nello specifico, tale criterio si declina in due aspetti:
    - da un lato costruire una Capitale europea della cultura che sia attrattiva cioè sia in grado di catalizzare non solo la popolazione locale e nazionale, ma anche i turisti stranieri. Quindi costruire una candidatura domandandosi in quale modo la manifestazione può destare l'interesse di un turista polacco o svedese o portoghese;
    - dall'altro costruire una Capitale europea della cultura che sia partecipativa, cioè che coinvolga in modo attivo l'intera popolazione della città, della regione e di altri luoghi più lontani (la grande rete dei lucani nel mondo).
    Spetta alla città il compito di sviluppare un progetto equilibrato che valorizzi gli aspetti specifici della città stessa, così come gli elementi della diversità culturale europea, mostrandosi attrattiva a livello internazionale e suscitando nel contempo interesse ed entusiasmo presso la popolazione locale.
  4. Un altro criterio è quello della sostenibilità. Questo criterio mira a incoraggiare la città ad elaborare un programma avente effetti durevoli che si inserisca nello sviluppo di lungo termine della città e che sia molto di più di un effimero "fuoco d'artificio" di avvenimenti culturali. Così, ad esempio, le città sono invitate ad organizzare e a costruire su tale manifestazione progetti e cooperazioni di lungo termine, che abbiano in sé già gli elementi della sostenibilità economica e organizzativa. La manifestazione dovrà rappresentare pertanto un'opportunità che potrà contribuire a modificare o a consolidare e sviluppare le attività culturali nella città.
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